JESOLO - Nuova vita per la tabaccheria gestita per circa 40 anni da Roberto Basso, il tabaccaio 64enne di piazza Marina ucciso nella notte tra il 5 e il 6 maggio del 2024 nella sua abitazione di via Antiche Mura. Il locale era stato dissequestrato lo scorso febbraio mentre in questi giorni, dopo un anno e mezzo di chiusura forzata, è stato nuovamente riaperto. A rilevare la gestione è stato Giacomo Habli, jesolano di 27 anni, figlio dei proprietari dell’immobile che da lunedì ha riaperto l’attività con tutti i servizi della tabaccheria, compresi quelli del gioco del Lotto e del pagamento delle bollette. A ripartire, dunque, è un servizio essenziale per l’intera piazza la cui mancanza in questi lunghi mesi si è avvertita sia tra i residenti che tra i turisti che chiedevano continuamente informazioni su quanto accaduto. Per questi motivi la riapertura della tabaccheria è stata accolta con grande interesse nella zona e diversi residenti hanno manifestato il loro incoraggiamento al nuovo gestore.
«Riaprire questa attività per me è una grande emozione – racconta Giacomo Gabli – avverto al tempo stesso un senso di responsabilità: Roberto era una persona precisa ed era un commerciante molto attento nel suo lavoro che continua a mancare a tutti. Riapro nel suo ricordo: cercherò di percorrere la strada che lui ha tracciato per tanti anni». L’idea di rilevare la tabaccheria per Giacomo era già maturata in passato. «Ne avevo già parlato con Roberto – prosegue il nuovo tabaccaio – lui sarebbe dovuto andare in pensione, più volte avevamo parlato di questa possibilità tanto più che la mia famiglia è proprietaria dell’immobile. Avevamo anche ipotizzato di svolgere un periodo di avvicendamento con lo stesso Roberto per imparare le procedure del lavoro, poi purtroppo è accaduto quello che tutti sappiamo. Quando il locale è stato dissequestrato c’è stata la possibilità di rilevare la tabaccheria. Di certo non immaginavo di subentrare in questo modo ed è anche per questo che dico che il ricordo di Roberto è sempre presente e che lavorerò cercando di rendergli onore». Come per il passato la tabaccheria sarà aperta per tutto l’anno. «Per questa zona la tabaccheria rappresenta un servizio fondamentale – conclude Giacomo Habli – l’assenza in questi mesi si è avvertita. L’attività rimarrà aperta per tutti i 12 mesi dell’anno: nel periodo di chiusura si è avvertita l’assenza di questa attività, avrei voluto aprire già prima ma abbiamo concluso i vari adempimenti burocratici solo in questi giorni. In ogni caso puntiamo a diventare un riferimento per piazza Marina, esattamente come lo era Roberto». Come si ricorderà, a ritrovare il corpo senza vita del povero tabaccaio era stato il fratello che poi era corso da altri famigliari per dare l'allarme. Intense nei mesi successivi le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Venezia, coordinati dal pubblico ministero Giovanni Zorzi e partite dall'analisi di oltre un centinaio di filmati ripresi dalle telecamere di sorveglianza della zona, individuando sul luogo del delitto importanti tracce di Dna, analizzate dai Ris di Parma. La svolta a fine marzo con l’arresto di Leonard Shehu, pizzaiolo 36enne di origine albanese, incensurato, da tempo residente in città e presunto responsabile dell'omicidio.






