A volte i mercati finanziari ricordano un po’ la torre di Pisa: sfidano la forza di gravità, ma non cadono mai. Perché tra le valutazioni che si trovano a Wall Street, i rendimenti ormai ridotti ai minimi termini dei bond “spazzatura” e le varie criptovalute che aggiornano spesso i massimi storici, da tempo in molti si chiedono se i mercati finanziari siano in una fase di bolla.
Soprattutto negli Stati Uniti. Eppure anche quando cadono, come accaduto ad aprile dopo il Liberation Day e l’annuncio dei dazi, poi si riprendono più forti che mai. Gli eccessi sono sotto gli occhi di tutti.
Ma se questi eccessi siano definibili come “bolle”, nessuno lo sa. Il problema è capire quale possa essere la miccia (ammesso che ne esista una) che potrebbe far scoppiare tutto: di segnali preoccupanti ce ne sono, ma il mercato non sembra preoccupato. Ecco quali, settore per settore.
Bolle o non bolle
Il settore dei bond aziendali negli Stati Uniti è “tirato” come non mai. La domanda degli investitori è così elevata e i prezzi dei bond così alti, che ormai i rendimenti sono diventati molto bassi. Gli investitori si accontentano di rendimenti poco più elevati di quelli dei titoli di Stato.






