MILANO. L’escalation del conflitto in Medio Oriente continua a pesare sui mercati finanziari. Le Borse europee ampliano le perdite mentre l’aumento dei prezzi dell’energia riaccende i timori sull’inflazione e cambia le aspettative sulle mosse delle banche centrali. L’aumento dei costi energetici ha inoltre fatto salire i rendimenti obbligazionari globali, riflettendo un orientamento più aggressivo nelle attese sui tassi.
Tutti gli aggiornamenti – Nuovo tonfo delle Borse, Piazza Affari cede quasi il 4%. Volano petrolio e gas
Azioni
Restano sotto pressione i settori più ciclici: banche, industriali, auto, consumi discrezionali e lusso. I comparti legati ai viaggi e al tempo libero continuano a essere tra i più colpiti, con le compagnie aeree penalizzate dal rialzo del carburante e dall’incertezza geopolitica.
A beneficiare del nuovo scenario restano invece energia e difesa, sostenute dall’aumento delle materie prime e dalle attese di maggiore spesa militare. Il nodo, come sottolineavano già ieri diversi analisti, resta la durata del conflitto: uno shock breve potrebbe limitare l’impatto macro; uno prolungato rischia di spingere il greggio verso quota 100 dollari con effetti più duraturi su inflazione e crescita.












