Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
1 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:46
“Sette italiani su dieci non vogliono che Israele partecipi alle competizioni calcistiche”. A due settimane dalla sfida in programma il 14 ottobre a Udine tra gli azzurri di Gattuso e la Nazionale di Tel Aviv, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026, la ong internazionale Ekō, attiva da anni in diverse battaglie di tipo sociale, dal clima ai diritti, annuncia in esclusiva al Fatto Quotidiano i risultati di un sondaggio commissionato a YouGov. Secondo la rilevazione, il 69% degli italiani sostiene la sospensione di Israele dalle competizioni calcistiche internazionali finché non rispetterà i diritti umani e il diritto internazionale. Di più: l’80% degli intervistati che ha espresso un’opinione chiede di estromettere Tel Aviv dal calcio. Una posizione che – stando al sondaggio – è condivisa anche dalla maggioranza degli elettori del centrodestra, nonostante il governo Meloni finora abbia sempre difeso la presenza di Israele nello sport.
Di fronte alle atrocità in corso a Gaza, anche nel mondo del calcio qualcosa si sta muovendo, tra presunte pressioni del Qatar e una lettera-appello firmata da Francesca Albanese e altri 7 esperti Onu che si sono rivolti direttamente a Uefa e Fifa. Eppure negli uffici di governo del pallone a livello europeo e mondiale finora si sono affrettati a smentire tutto, rassicurando Tel Aviv. Non è un mistero, però, che se si arrivasse a votare all’interno dell’Uefa su una sospensione di club e nazionale israeliana da tutte le competizioni calcistiche, come ventilato dal Times pochi giorni fa, non sarebbero molti i contrari. Da un lato, come hanno sottolineato gli esperti Onu, lo stop a Israele nel calcio è una “risposta necessaria per affrontare il genocidio in corso nei territori palestinesi occupati” ed evitare che le partite vengano “utilizzate per normalizzare le ingiustizie”. Dall’altro, c’è il precedente della Russia, estromessa immediatamente da tutte le competizioni internazionali dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022: una misura tuttora in corso.






