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1 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:38
Il calcio se ne lava le mani. Di fronte alle proteste contro la partita tra Italia e Israele che si giocherà il prossimo 14 ottobre a Udine, unite agli appelli che chiedono di escludere Tel Aviv da tutte le competizioni sportive internazionali come risposta al genocidio in corso a Gaza, dalla Federazione non arriva nessuna risposta. E il ct Gennaro Gattuso, al debutto sulla panchina della Nazionale con le sfide contro Estonia e proprio Israele (ma in trasferta), incalzato sull’argomento fornisce risposte pilatesche: “Io sono un uomo di pace e mi auguro che in tutto il mondo ci sia la pace. Fa male al cuore vedere civili e bambini che ci lasciano la vita, dopo però noi facciamo un altro mestiere“.
A sollevare il tema proprio oggi le dichiarazioni del sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, che ha proposto di rinviare la partita: “Fermiamoci, giocare adesso sarebbe inopportuno”. Israele si trova nello stesso girone dell’Italia valido per la qualificazione ai Mondiali 2026. Tanto basta a Gattuso: “Italia-Israele non si dovrebbe giocare? È una considerazione del sindaco di Udine, che rispetto”. Ma “Israele è nel nostro girone, ci dobbiamo giocare”, sottolinea il ct in conferenza stampa a Coverciano.












