Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
8 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:23
“Sono un uomo di pace, ma la partita la dobbiamo giocare”. Fanno discutere da diversi giorni le parole di Gennaro Gattuso, ct della nazionale italiana, pronunciate a proposito della doppia sfida contro Israele valida per le qualificazioni ai prossimi Mondiali. Dichiarazioni che hanno fatto discutere in tv, sui giornali e sui social al punto che un segnale forte è arrivato anche da Schiavonea, città natale del commissario tecnico dell’Italia. Davanti alla sua abitazione, infatti, è comparso uno striscione con cui gli abitanti hanno voluto rimarcare che quanto sta accadendo a Gaza non può essere disgiunto dal calcio e dalla sfida contro la nazionale israeliana, ma al contrario serve una posizione forte da chi – come una nazionale di calcio – ha i mezzi per poterlo fare.
“Rino, non si gioca con chi uccide bambini”, il testo dello striscione esposto sotto casa di Gattuso. A riportare la news (e la foto) sono stati alcuni quotidiani locali della provincia di Cosenza. Già nelle scorse settimane – come riporta Cosenza Channel – un gruppo di cittadini di Corigliano-Rossano ha lanciato una petizione per chiedere all’allenatore un gesto simbolico: non disputare la gara contro Israele in segno di solidarietà al popolo palestinese. L’iniziativa ha raccolto in poche ore centinaia di firme. Secondo i fautori della petizione, dopo undici anni di assenza dai Mondiali, “per una volta gli italiani sarebbero orgogliosi di non vedere la Nazionale in campo”, visto che questo significherebbe lanciare un segnale forte di fronte alla guerra in Medio Oriente.









