Milano, 30 set. (askanews) – L’Oltrepò Pavese riparte dal Classese (‘Classico pavese’), marchio collettivo nato nel 1984 assieme all’associazione dei produttori (esterna al Consorzio), che ebbe come primo presidente Carlo Boatti di Monsupello, ‘Tango’, che grazie al Pinot Nero e alle sue bollicine più nobili fu motore della rinascita dell’azienda fondata a Torricella Verzate nel 1893. Oggi, dopo un anno e mezzo di ragionamenti e discussioni all’interno del Consorzio, l’idea di riprendere questo marchio è diventata realtà, insieme con un nuovo Statuto che, riequilibrando l’annoso tema della rappresentanza, si propone de facto come un modello per l’intero sistema consortile italiano.
‘L’idea di fondo c’era già da anni, infatti anche le modifiche al Disciplinare che abbiamo votato vengono da un lavoro iniziato nel 2019. Il Classese aveva obiettivi simili a quelli di oggi: tutelare l’eccellenza del Metodo Classico Oltrepadano a base Pinot Nero. All’epoca esisteva una sola Denominazione, Oltrepò Pavese, che includeva tutto, anche il Metodo Classico’ racconta ad askanews Riccardo Binda, direttore del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese, sottolineando che ‘era un progetto lungimirante, in linea con quanto stava accadendo altrove: il Trentodoc era in fase di sviluppo, la Franciacorta e l’Oltrepò seguiva la stessa strada, anzi per certi versi era preso a modello’ ricorda Binda, rimarcando che ‘noi lo abbiamo ripreso perché è l’unico termine storico che abbiamo: non ce lo siamo inventati, ha basi solide. Oggi però la differenza è grande: non è più un marchio collettivo esterno ma un progetto votato dal Consorzio con il 98% di consenso. Non è solo un marchio ma un percorso che punta a farlo diventare prima menzione tradizionale e poi nome della Docg’.






