Milano, 24 gen. (askanews) – È nata la community “Visione Vino Oltrepò”, presentata a Palazzo Lombardia a Milano con i dati di TEHA, The European House – Ambrosetti, sul peso del territorio per il Pinot Nero, di cui l’Oltrepò Pavese conta circa 2.800 ettari vitati che ne fanno la prima zona in Italia e la terza al mondo per estensione dopo Borgogna e Champagne. L’Oltrepò, inoltre, rappresenta oltre il 62% della produzione vinicola lombarda.

“Un territorio, da sempre eccellenza vitivinicola, che grazie a un’autentica alleanza tra istituzioni e il supporto di una visione strategica – potrà intercettare nuove traiettorie di sviluppo” ha spiegato l’assessora lombarda, Elena Lucchini, mentre Tommaso Rossini, presidente di Assolombarda Pavia, ha messo in risalto che “aprire oggi uno spazio di confronto sul vino e sull’Oltrepò Pavese significa riconoscere il valore di un territorio che è in cambiamento e che merita una riflessione strutturata, autorevole e orientata al futuro”.

“Nonostante i tanti ettari – ha evidenziato Benedetta Brioschi, Partner TEHA e Responsabile Food-Retail – la produzione certificata si ferma a meno di un milione di bottiglie tra Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg e Pinot Nero Doc, un divario che rappresenta una delle principali opportunità strategiche per il futuro del territorio e uno dei principali assi di indagine della nuova Community”. “Nonostante la crisi del vino a livello globale – ha aggiunto il direttore del Consorzio, Riccardo Binda – l’Oltrepò è il territorio italiano che ha più margini di sviluppo sia in termini di numero di bottiglie prodotte, sia per lo sviluppo di nuovi impianti soprattutto in altitudine per contrastare gli effetti del cambiamento climatico”.