Torrazza Coste. Nasce il progetto “Montenapoleone” per dare un’identità ai grandi vini fermi dell’Oltrepò Pavese. Dopo il debutto al Vinitaly del Classese, nuovo marchio per identificare lo spumante Metodo Classico Docg, il Consorzio sta lavorando ad un altro progetto, che è stato presentato ai soci lunedì pomeriggio, al centro Riccagioia di Torrazza Coste. La piramide Alla base del nuovo progetto c’è la costruzione di una piramide di posizionamento per i vini fermi, capace di collocare ogni produzione nella fascia di valore che merita, incidendo così sul valore delle uve e dei vigneti, che resta l’obiettivo del Consorzio. Alla base della piramide ci sarebbe l’Igp Pavia, da collocare in un segmento di ingresso, appena sopra i vini Oltrepò Pavese, al vertice i vini premium e oltre: per questi ultimi il progetto prevede la creazione di una nuova denominazione su misura, che si chiamerà “Montenapoleone”, utilizzando il nome del vino rosso che fino agli anni ’60 fu tra i più apprezzati insieme a Buttafuoco, Sangue di Giuda e Barbacarlo. I vini fermi su cui la nuova denominazione sarà incentrata saranno i grandi rossi a base di uve autoctone, con Croatina e Barbera in primo piano. Sarà prevista anche una tipologia bianca da dedicare esclusivamente al Riesling Renano, così da risolvere l’equivoco storico tra questa varietà e l’Italico, che in futuro potrebbe quindi mantenere l’appannaggio esclusivo della tipologia Riesling nel disciplinare dell’Oltrepò Pavese. «Se il Classese resterà comunque la locomotiva in termini di traino d’immagine - spiega il direttore Riccardo Binda -, il territorio vanta da sempre numerosi altri prodotti d’eccellenza che non sono mai stati valorizzati a sufficienza, anche a causa dell’appiattimento di ogni vino sotto il brand Oltrepò Pavese, che comprende vini di primo prezzo ma anche etichette considerate, a buon diritto, tra le massime eccellenze del panorama italiano». Binda, inoltre, spiega la necessità di introdurre una nuova denominazione: «Agire diversamente significherebbe intervenire in modo pesante su molti disciplinari, andando anche a ledere in diversi casi diritti preacquisti e rischiando anni di contenziosi che potrebbero, in ultima analisi, bloccare qualsiasi progetto» aggiunge. Le altre proposte Nell’ambito del riordino complessivo, un’altra possibile modifica sarebbe togliere la tipologia ferma dal Bonarda, così da mantenere questa denominazione per la tipologia frizzante, certamente la più rappresentativa e tipica. In questo contesto troverebbe anche più senso il Buttafuoco, che diventerebbe una nicchia di eccellenza dedicata ai rossi autoctoni fermi del territorio. Infine, per valorizzare il Pinot Nero Doc in rosso, l’idea sarebbe quella di lavorare sulla sua promozione a Docg. «Il Cda si propone, entro la fine del mandato nel febbraio 2027, di portare in assemblea il progetto Montenapoleone - conclude Binda -, così che, come nel caso del Classese, si possa da subito partire con l’utilizzo del nome come marchio collettivo, già registrato l’anno scorso dal Consorzio a questo scopo, mentre verrà portata avanti la pratica di richiesta per la nuova denominazione».
L’Oltrepò lancia Montenapoleone, la Doc per valorizzare i vini fermi
Dopo il debutto del Classese, il consorzio ha presentato ai soci il nuovo progetto
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