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I portuali di Livorno insieme ad altre centinaia di persone hanno organizzato un presidio all’ingresso della darsena per impedire l’attracco di una nave portacontainer della compagnia di bandiera israeliana Zim: «Nessuna operazione di sbarco, imbarco e stoccaggio verrà effettuata», hanno detto i portuali, che sono sostenuti dal sindacato di base Usb e dalla Filt Cgil. I portuali hanno anche annunciato uno sciopero se alla portacontainer verrà dato il permesso di entrare in banchina, sciopero mirato che interesserà in generale le navi riconducibili all’economia di Israele: un’altra nave della compagnia israeliana Zim è attesa al porto di Livorno per giovedì.
Il compito di accordare l’attracco in porto spetta all’autorità portuale, ma la nave non ci fa molto in porto se i portuali si rifiutano di lavorarci sopra e scaricare o caricare le merci. Il permesso finora non è stato dato proprio per via delle proteste. Negli ultimi due anni nei porti italiani ci sono già state azioni di disobbedienza civile per impedire il traffico di armi verso Israele, anche a Livorno: questa però è la prima volta che viene bloccata una nave che trasporta materiale non usato per scopi militari.















