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6 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 20:59
È confermato alle otto del mattino di sabato, davanti al varco Etiopia del porto di Genova, il presidio dei portuali per contestare il passaggio di carichi di armi verso zone di guerra e, nel caso specifico, destinate all’esercito di Israele. La nave porta container della flotta Zim il cui passaggio tecnico da Genova è previsto per domani, spiegano i portuali, dovrebbe viaggiare priva delle munizioni e delle armi che inizialmente avrebbe dovuto caricare in Francia. “I colleghi del sindacato CGT di Marsiglia-Fos hanno bloccato il carico – spiega Josè Nivoi per Usb Mare e porti – ma vigiliamo affinché non tentino di caricare qui quello che non è stato fatto salire lì e, soprattutto, rilanciare la nostra lotta contro il transito di armi dal porto, tanto più in complicità con chi sta compiendo impunemente il genocidio a Gaza”.
All’Autorità portuale il Collettivo autonomo dei lavoratori portuali da oltre sei anni chiede maggiore trasparenza sul transito di armi, dopo aver ottenuto con una prima fase di contrattazione sindacale e scioperi che non si caricassero armamenti da Genova: “È cambiata anche giunta e ci auguriamo di ricevere un sostegno e azioni concrete per fermare i traffici di armi con i quali non vogliamo essere complici – spiega Riccardo Rudino per il Calp – non possiamo mobilitarci solo noi lavoratori, serve l’impegno di tutti, cittadini e istituzioni”.










