Prima si sono riuniti in presidio di fronte al Terminal 1 e poi, marciando compatti in corteo dietro lo striscione con la scritta a caratteri cubitali “Nemmeno un chiodo per Israele. Milano con la Resistenza palestinese e la Flotilla”, si sono spostati a Cargo City, dove hanno bloccato l’ingresso nord fino alle 15: almeno un centinaio di lavoratori aderenti ai sindacati Usb e Cub, insieme agli studenti di Cambiare Rotta e a componenti delle associazioni proPal, hanno manifestato per ore all’aeroporto di Malpensa a sostegno della popolazione palestinese e in difesa dei salari.
Nella giornata dello sciopero nazionale del settore aeroportuale, sono stati 49 i voli cancellati nello scalo del Varesotto e 22 a Linate. “Lavoratori e studenti hanno protestato congiuntamente per chiedere migliori condizioni di lavoro, ma anche l’interruzione di ogni complicità politica, economica e istituzionale con Israele – spiegano dal Cub – Il governo deve cambiare rotta: basta con un’economia di guerra che si struttura anche sul traffico aeroportuale, da dove transitano armamenti e tecnologie per Israele. Basta con il massacro di civili a Gaza. Chiediamo investimenti nel welfare, nella scuola e nella sanità pubbliche”.










