Il Tribunale di Roma ha emesso un decreto ingiuntivo nei confronti di Palazzo Chigi: 1 milione da versare alla società Energit Spa che vantava crediti con un'amministrazione locale finita poi in dissesto
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La presidenza del Consiglio dei Ministri è stata condannata a versare più di 1 milione di euro alla società Energit Spa. Il tribunale di Roma ha infatti emesso un decreto ingiuntivo nei confronti dell'istituzione di Palazzo Chigi, costringendola a pagare l'intero valore del credito vantato da una società nei confronti di un Comune in dissesto. La decisione dei giudici capitolini segue la scia di una serie di sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) e costituirà un precedente dall'impatto non irrilevante per i contenziosi tra imprese e Pubblica amministrazione, anche per le casse pubbliche dello stato.La battaglia legale è durata quasi 10 anni e si è conclusa con una vittoria significativa per una società del Gruppo Eneron, holding di partecipazioni attiva anche in Sicilia nel settore energetico. Ecco quindi il maxi risarcimento nei confronti dello Stato italiano sancito dalla sentenza dei magistrati di Roma emessa lo scorso 25 settembre. La Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà pagare alla società Energit Spa la somma di 871.654 euro, oltre agli interessi, per un totale che supera i sei zero.Il contenzioso nasce da una serie di vecchi crediti commerciali che la società vantava nei confronti di diversi Comuni italiani finiti in dissesto finanziario. A causa delle normative esistenti, fin dall'epoca era diventato impossibile per l'azienda recuperare le somme dovute direttamente dagli enti locali. Per questo motivo, la società, assistita dagli avvocati Giovanni Muzi, Marcello Padovani ed Alessandro Ferrara del Foro di Roma, si era rivolta alla Cedu, chiedendo che fosse lo Stato italiano a farsi carico di quei debiti e quindi cancellare il debito con la Energit.






