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Ultimo aggiornamento: 16:07

“Alcune sentenze della Cedu riconoscono al povero Stato l’ultima istanza per il pagamento dei debiti non onorati degli enti locali. Questa cosa impone allo stato di mettere dei presìdi”. Durante la conferenza stampa del 17 ottobre, post varo del ddl di Bilancio, la frase di Giancarlo Giorgetti è passata inosservata. Ma c’è proprio il timore – già raccontato dal Fatto – di una valanga di decreti ingiuntivi nei confronti dello Stato per i buchi dei Comuni dietro la contestata norma inserita in manovra che obbliga i sindaci meno virtuosi ad affidare la riscossione coattiva delle proprie entrate ad Amco, società controllata dal Tesoro nata per gestire i crediti deteriorati delle banche.

Un passo indietro: quella della riscossione è la fase in cui si tentano di recuperare debiti non pagati da cittadini e imprese. Ad oggi gli enti locali possono affidarla all’Agenzia delle Entrate Riscossione, che stando all’ultima ricognizione della commissione incaricata di esaminare il “magazzino fiscale” ha ancora in pancia ben 27 miliardi di loro crediti affidati tra 2000 e 2024 di cui poco più di 6,2 considerati effettivamente recuperabili. In alternativa hanno l’opzione di occuparsene in proprio, con o senza il supporto di società private. Il che in alcuni casi, come quello di Bologna che ha fatto scuola, porta risultati migliori.