Dieci giorni fa il Cio aveva annunciato le seguenti regole per le prossime Olimpiadi invernali italiane: niente divise ufficiali, bandiera o inno; nessuna squadra; nessun atleta; nessun tesseratodi Corrado Oconemartedì 30 settembre 2025 (LaPresse)3' di letturaSi è fatta tanta confusione, ma alla fine della vicenda sembra che anche questa volta si sia persa un’occasione d’oro per ribadire un principio che a noi sembra sacrosanto: lo sport, così come la cultura, va tenuto il più possibile lontano dalle vicende della politica e dei conflitti fra gli stati. Ma andiamo con ordine. Sabato scorso il Comitato Paralimpico Internazionale (Ipc) aveva emesso un comunicato che aveva destato sorpresa negli osservatori, ma che aveva una sua logica. In esso, in vista dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano e Cortina del 2026, si rendeva nota la decisione di revocare la sospensione alla partecipazione imposta a Russia e Bielorussia ai precedenti giochi di Pechino. La misura era stata poi temperata, diciamo così, dal Comitato Olimpico Internazionale (Cio), che ha competenza per le Olimpiadi vere e proprie: a Parigi nel 2024 atleti russi e bielorussi hanno potuto partecipare ma a titolo individuale e sotto bandiera neutrale. Dieci giorni fa il Cio aveva annunciato che quelle stesse condizioni sarebbero restate valide anche per le prossime Olimpiadi invernali italiane: niente divise ufficiali, bandiera o inno; nessuna squadra; nessun atleta; nessun tesserato o sotto contratto con società riconducibili alle forze armate e servizi di sicurezza di Mosca.Una nota del Comitato Italiano Paralimpico (Cip) aveva poi aggiunto ulteriore confusione, sembrando auspicare un ripensamento anche del Cio per evitare che «posizioni divergenti» trasmettessero «un’immagine negativa al mondo sportivo internazionale». Ieri invece la nota ufficiale del Cio ha confermato la “linea Parigi”. Sulla inammissibilità, in punta di diritto internazionale e di fatto, dell’aggressione russa all’Ucraina questo giornale e chi scrive sono stati chiari fin da quel fatidico 24 febbraio del 2022, quando le truppe di Mosca varcarono i confini di uno stato sovrano e indipendente e dettero inizio alla cosiddetta “operazione speciale”.
Russia, basta atleti in gara senza la loro bandiera | Libero Quotidiano.it
Si è fatta tanta confusione, ma alla fine della vicenda sembra che anche questa volta si sia persa un’occasione d’oro per ribadire u...








