Russia e Bielorussia vedono riaprirsi a sorpresa le porte dei Giochi paralimpici, riaccendendo così le polemiche sulla partecipazione alle competizioni sportive internazionali degli atleti dei due paesi, esclusi dal 2022 a seguito dell'invasione dell'Ucraina.

Il blitz - si è trattato di una votazione non in programma che ha colto impreparati molti partecipanti alla riunione, ad esempio Italia e Francia - è avvenuto nel corso dell'assemblea generale del Comitato Paralimpico Internazionale (Ipc) a Seul, che ha rieletto il brasiliano Andrew Parsons alla sua guida: con 91 voti a favore, 77 contrari e 8 astenuti è stata ufficialmente revocata la sospensione parziale della Russia e della Bielorussia dalle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

Da oggi, in pratica, gli atleti potrebbero partecipare sotto le rispettive bandiere nazionali, e non più come neutrali come avvenuto a Parigi 2024, ai Giochi Paralimpici in programma in Italia, a Milano Cortina. Il condizionale è d'obbligo in quanto, al di là della rimozione della sospensione, resta l'obbligo per atleti russi e bielorussi di "passare" attraverso le singole federazioni sportive internazionali delle varie discipline in gara.

Per essere ammesso alle Paralimpiadi, ogni atleta deve essere in possesso di una licenza attiva rilasciata dalla propria federazione internazionale, in questo caso la Fis (sci alpino paralimpico, sci di fondo paralimpico, snowboard paralimpico), l'Ibu (biathlon paralimpico) e la Wpih (hockey su ghiaccio paralimpico), che attualmente li esclude dal processo di qualificazione. Il World Curling (curling in carrozzina) assegna una quota a una nazione e le sue qualificazioni sono già state completate. "L'Ipc collaborerà con i due membri interessati per mettere in atto misure pratiche a tal fine il prima possibile", ha precisato l'organismo.