Fino al 9 novembre 2025 torna in Salento Yeast Photo Festival, giunto alla sua quarta edizione. Il titolo, “(N)ever Enough”, mette subito a fuoco il cuore del tema: il divario che divide chi spreca da chi muore di fame, un contrasto raccontato attraverso immagini potenti e ironiche, poetiche e rivoluzionarie, che trasformano il cibo in specchio delle nostre contraddizioni più profonde. In un momento in cui la privazione è un’arma di guerra, il fotografo Ivor Prickett – Premio Pulitzer 2025 – documenta la drammatica situazione del Sudan, dove la fame diventa strumento di oppressione. Nel complesso e coerente racconto del festival, il suo lavoro appare come una risposta a Snack It! dell’artista Martin Parr che, con la consueta ironia e audacia, mostra i paradossi e i rituali contemporanei: wurstel affogati nel ketchup, mandarini incartati in strati di plastica, gelati sciolti, che abitano Palazzo dei Marchesi del Tufo a Matino e finiscono per rivelare non tanto i bisogni fisici, quanto quelli psicologici e culturali legati all’alimentazione.

Un'opera di ® Martin Parr

Sempre a Matino, nell’aranceto, lo storico francese Artur Mettetal presenta Tate & Track, un viaggio in trent’anni di vagoni ristorante tra Italia e Francia, fotografie che parlano di moda e cultura ma anche di tramezzini scomposti e mise en place traballanti; accanto a lui, Umberto Diecinove propone I N S C T S, ricerca dedicata all’allevamento di insetti come risorsa agricola e ambientale, un’agricoltura rigenerativa in grado di trasformare insetti in fertilizzanti e mangimi mettendo così in discussione il mondo dell’agricoltura e, di conseguenza, i produttori di fertilizzanti e mangimi. Gli allestimenti invadono luoghi suggestivi dei piccoli e grandi comuni salentini, come antichi frantoi ipogei, cortili, palazzi e spiagge: a Gallipoli le foto trasformano in galleria le mura che si affacciano sulla Spiaggia della Purità.