La vera accettazione da parte di Hamas si verificherà nelle prossime 72 ore, che dovranno vedere la restituzione di tutti gli ostaggi, vivi e morti
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È il tempo della speranza: Israele accetta la scommessa più difficile, con l'aiuto degli Stati Uniti. Netanyahu con coraggio incredibile giuoca la sua sicurezza, il suo ruolo nei libri di storia del popolo ebraico, e anche il suo governo: il mondo può essergli grato, come lui si è detto di essere grato ai suoi soldati per aver combattuto da eroi. La vera accettazione da parte di Hamas si verificherà nelle prossime 72 ore, che dovranno vedere la restituzione di tutti gli ostaggi, vivi e morti. È una prova del fuoco: i mediatori, soprattutto qatarini, hanno lavorato duro minacciando e accarezzando Hamas, Trump ha giuocato duro, Netanyahu mette in giuoco la visione strategica della forza di Israele come potenza imbattibile in un insidioso Medioriente, coniugandola con la flessibilità: Israele risponde sì alla pace possibile, accetta un ritiro in tre fasi, un passaggio di Gaza a un corpo internazionale misto, sotto la leadership americana ma con gli arabi al centro, dopo che Hamas sarà esautorata. Se Hamas dovesse tradire il piano e tentasse di restare a Gaza, il primo ministro israeliano ha promesso di finire il lavoro contro il potere terrorista.










