TEL AVIV - C’è ottimismo, ma non troppo. I negoziati di Doha arrivano dopo giorni che sembravano chiudere la porta in faccia a qualsiasi trattativa, e quindi anche soltanto sedersi di nuovo al tavolo è un risultato positivo. Ma le possibilità che finisca di nuovo tutto in stallo sono dietro l’angolo e a condurre il gioco perché questo non accada — con il suo inviato sul posto o a distanza poco importa — erano e restano gli Stati Uniti. Sia il premier israeliano Netanyahu sia Hamas mettono sul tavolo la possibile fine della guerra. Condizioni, modalità e tempi però sono ancora da scrivere e da firmare e nel frattempo fonti varie descrivono gli scenari possibili delle prossime settimane.
Israele, braccio di ferro sugli ostaggi: Hamas chiede garanzie sulla sicurezza dei propri leader
Agli Usa il compito di non far fallire la trattativa. Altra richiesta: ingresso immediato degli aiuti umanitari nella Striscia









