“Mi sono sempre pensato un outsider”. A Niklas Zennström piace definirsi così. Svedese, classe 1966, il suo nome è soprattutto legato a Skype, azienda che ha cofondato nel 2003 e venduto sette anni dopo a Microsoft per 8,5 miliardi.

Ma è negli anni subito successivi che il suo ruolo nel panorama mondiale dell’innovazione ha cominciato a prendere corpo. Nel 2006 fonda Atomico, un fondo di venture capital con base a Londra, orientato a supportare startup soprattutto europee, ma con visione globale. È in questo principio che prende forma il suo pensarsi outsider.

Zennström con Atomico ha cercato di spostare l’attenzione mondiale dalla Silicon Valley al resto del mondo. All’Europa. «Fin da bambino ho sempre fatto le cose in modo diverso. Non sono mai cambiato. Quando vedo monopoli, voglio smantellarli. Metterò sempre in discussione lo status quo». E agli inizi del 2000 lo status quo era che San Francisco era il centro dello sviluppo tecnologico mondiale. Il resto poteva imitare, osservare, o al massimo ambire a diventarne parte. Atomico, che oggi gestisce asset per oltre 4,5 miliardi di dollari (stima Dealroom), in quegli anni a Londra cominciava a scrivere una storia diversa: «La missione iniziale era quella di costruire un solido ecosistema tecnologico europeo e di mettere l’Europa sulla mappa tecnologica. Da allora sono successe molte cose. L’Europa continua a produrre aziende tecnologiche di livello mondiale con cui fare i conti, ma noi vogliamo plasmare la tecnologia europea affinché diventi l’ecosistema più prospero, inclusivo e diversificato al mondo». A fine 2024 Atomico ha chiuso altri due fondi: 1,2 miliardi per investire direttamente o come fondo di fondi in startup tecnologiche che puntano su digitale, medicina e clima e sostenibilità. Finora ha finanziato molte aziende tecnologiche diventate colossi del settore. Stripe, colosso mondiale del fintech; Deepl, il traduttore basato sull’IA; Wolt, servizio di consegne a domicilio acquistato da DoorDash nel 2022.