A un’azienda tecnologica svedese già quotata oltreoceano, Spotify, probabilmente se ne aggiungerà un’altra, Klarna, società in piena trasformazione. Già nel 2021 un’azienda italiana, Genenta, attiva nel campo delle biotecnologie, aveva preso la strada di Wall Street quando ha avuto bisogno di forti iniezioni di capitali per aumentare la sua competitività e sostenere la sua ricerca. Il mercato americano resta il più attrattivo per le aziende con ambizioni di sviluppo. Secondo una ricerca curata da Arel-Single market Lab di Roma, il Jacques Delors Centre di Berlino-Parigi e l’IE Global Policy Center di Madrid, ispirata dal rapporto di Enrico Letta sul mercato unico, le società europee contano ancora in larga parte sul credito bancario nella ricerca di capitali: solo il 14% dei fondi arriva dalle Borse contro il 36% negli Stati Uniti.

Nonostante l’Unione europea pesi per il 15% del prodotto lordo globale, la capitalizzazione delle Borse è pari solo all’11% del totale mondiale contro il 40% degli States. Questo significa molto concretamente che il risparmio delle famiglie europee, quando viene investito, prende molto spesso la strada americana. Non è questione solo di parole. In Europa il risparmio è da difendere, idea più che giusta.