Non so se tutti se ne siano accorti, ma stiamo vivendo un periodo mai visto, che definisco semplicemente di “gigantismo finanziario”. Se prendiamo i dati di fine agosto, una sola società americana, Nvidia, ha un valore di borsa pari a circa il doppio di tutte le società quotate in Germania. Fra le quali, lo ricordo, SAP, Siemens, Deutsche Telekom, Allianz e Airbus solo per citarne alcune. E pure pari a quasi il doppio del Pil italiano.
Non basta: ciascuna delle prime dieci società per capitalizzazione di borsa al mondo (quasi esclusivamente tecnologiche e americane), vale più di mille miliardi di dollari e riflette dei parametri fondamentali che il mondo degli investitori in un passato recente avrebbe considerato almeno “fantasiosi”. Parlo ad esempio del noto moltiplicatore del fatturato, ovvero il rapporto fra il valore espresso in borsa e le vendite. Se ci concentriamo sulle società tecnologiche, rapporti superiori a dieci sono del tutto normali. E Nvidia vale circa trenta volte le sue vendite. Una domanda semplice semplice: voi sareste disponibili ad acquistare una qualsiasi azienda, pagandola trenta volte il suo fatturato annuo? Se la risposta fosse “no”, dovremmo trarre delle conseguenze: la finanza è forse un po’ troppo esuberante nei confronti di poche società ormai diventate degli assi pigliatutto e conseguentemente ha ridotto il suo interesse nei confronti delle aziende tradizionali.






