Inflazione, dazi, conflitti geopolitici, valute altalenanti. Tante le sfide che l’economia internazionale ha affrontato dall’inizio dell’anno e che gettano ombre anche sugli ultimi mesi del 2025. La complessità dello scenario, però, porta in evidenza la resilienza e la competitività delle numerose piccole imprese italiane che hanno risposto, in tempo reale, alle trasformazioni in corso, manifestando una capacità di adattamento rapida e funzionale. È arrivato il momento, per gli investitori, di guardare dunque alle small cap con rinnovato interesse nelle strategie di costruzione dei propri portafogli?

Le tre leve

Il Ftse Italia Small Cap, negli ultimi tre mesi, ha registrato una variazione positiva dell’8 per cento, a fronte del 4,4% del Ftse Mib e del -1,2% del Msci Europe Small Cap. Un andamento che potrebbe consolidarsi in chiusura d’anno, trainato dai titoli dei comparti industriale e tecnologico. Tre le leve a supporto della performance, secondo Andrea Randone, responsabile Mid & Small Cap Research di Intermonte: il lancio ufficiale del Fondo nazionale strategico, che prevede l’allocazione del 70% delle risorse su titoli quotati al di fuori Ftse Mib (a eccezione dei finanziari), la rivalutazione dei tecnologici e la conclusione di diverse operazioni di m&a che hanno interessato il settore bancario e hanno particolarmente accentrato gli scambi sul listino principale.