Parola d'ordine "continuità". Il presidente delle Marche ha ottenuto la riconferma con ampio margine, chiaro sin dalle prime proiezioni. Neanche tre ore dopo l'inizio dello spoglio, a fronte di un distacco di circa quattro punti, Ricci ha deposto le armi congratulandosi con l'avversario. La dedica di Francesco Acquaroli, oltre al pensiero ai propri familiari che hanno condiviso il peso di mesi impegnativi, è andata alla premier: "la prima di tutti che ha creduto in me".

"Ringrazio la nostra classe dirigente, del centrodestra marchigiano, che è stata unita e coesa nella sfida di una terra. In questi cinque anni abbiamo iniziato ad affrontare i problemi in maniera approfondita, cercando una discontinuità. E' stato un lavoro importante".

Il successo di Acquaroli è arrivato dopo una lunga e intensa campagna elettorale. Un continuo confronto con Ricci, due approcci e personalità differenti, narrazioni opposte sulla regione ribadite in oltre una decina di confronti pubblici.

Acquaroli ha rivendicato un "buon governo", "riforme strutturali", tra cui quella di una sanità territoriale più vicina ai cittadini, e un lavoro di "filiera" con il governo per garantire infrastrutture, rilancio economico ma anche supporto ai cittadini alluvionati e interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. La missione dichiarata del presidente uscente e ora rieletto: "riportare le Marche, declassate in transizione dall'Ue, tra le regioni più sviluppate".