ROMA – Le associazioni del mondo dell’ auto ci provano per la seconda volta. Un appello, partito dal Salone dell’Auto di Torino, rivolto al governo e alla premier Meloni per denunciare la crisi profonda del settore e per chiedere di «agire in fretta per ridare centralità al settore».
Appello che arriva dopo quello di due anni fa al Dealer Day di Verona. Le associazioni - Aci, Anfia, Aniasa, Federauto, Motus-E e Unrae - hanno individuato sei priorità di intervento, tra le quali la stabilità e la chiarezza delle misure incentivanti, semplici e strutturali, un piano per le infrastrutture di ricarica e le altre alimentazioni, una riforma della fiscalità sull’auto aziendale. Elementi, insieme a politiche industriali più forti, che potrebbero dare uno slancio al mercato e quindi al comparto.
Passeggiando tra gli stand del Salone, motorshow a cielo aperto che ha occupato il centro di Torino per tre giorni, ci si accorge che la vivacità non manca. Ogni casa automobilistica ha portato il meglio per sottolineare che i prodotti ci sono, ma bisogna tornare ad un mercato, almeno, pari a quello del 2019, prima del Covid.
Stellantis al Salone ha portato in anteprima nazionale la Fiat 500 Torino ibrida, di cui si sono aperti gli ordini a inizio settembre, la nuova Jeep Compass e la Ds N° 8, entrambe prodotte a Melfi. «Sono modelli importanti dal punto di vista commerciale e ribadiscono la centralità dell’Italia per Stellantis», dice Antonella Bruno, responsabile del gruppo per il nostro Paese. «La centralità di Torino per noi è cruciale, c’è un legame profondo importantissimo. Abbiamo qui la sede dell’Europa e Mirafiori è un polo vivo che ora beneficia di un modello fondamentale come la 500 ibrida». Anche la Grande Panda è stata accolta con grande entusiasmo e da settembre sarà disponibile con motore ibrido. «A metà ottobre partono gli incentivi per i veicoli elettrici - dice Bruno - e noi siamo pronti con tutta la nostra gamma».










