"Il dialogo strategico è molto utile, ma ora è fondamentale agire con urgenza.

Non c'è più tempo per ritardi".

L'amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, nell'intervista al Sole 24 Ore, in edicola domenica 7 settembre, richiama l'Europa alle sue responsabilità per la crisi dell'intero settore auto. La proposta, portata avanti con l'associazione delle case produttrici europee (Acea) è quella di costruire un sistema flessibile e aderente alla realtà, che faccia leva su neutralità tecnologica, motorizzazioni ibride e range extended, sugli interventi per il rinnovo del parco auto circolante e su supercredit assegnati a e-car e city car. Filosa parla anche del Piano Italia, "voluto dal presidente John Elkann e da me fortemente sostenuto" e dice che rappresenta una opportunità epocale per l'Italia. "I volumi - ribadisce - arriveranno dai lanci dei nuovi modelli".

Il riferimento è alla salita produttiva della nuova Jeep Compass a Melfi, insieme ai modelli sulla piattaforma Slta medium, e della Fiat 500 ibrida a Mirafiori. In futuro, ci sarà la Nuova Panda assegnata al sito industriale di Pomigliano, accanto alle vetture che saranno prodotte sulla piattaforma Stla Small. "L'Europa dell'auto valeva circa 18 milioni di immatricolazioni prima del Covid, ora non arriva a 15 milioni. Tre milioni di auto in meno equivalgono al mercato italiano e spagnolo messi insieme, persi in cinque anni". Urgente intervenire sul settore dei veicoli commerciali leggeri, "0serve allungare da tre a cinque anni il periodo nel quale viene calcolata la media delle emissioni di CO2 per i produttori» sottolinea Filosa. Quanto all'auto, "l'idea è di andare verso un sistema di offset credits per le case produttrici, che valorizzi i motori elettrificati, gli investimenti in infrastrutture, le azioni a sostegno dei fornitori e gli interventi per rinnovare il parco auto". "Nella nostra visione - aggiunge Filosa - sarebbe necessario introdurre una categoria nuova, sul modello delle Kei-car giapponesi.