Un grido d’allarme unanime si leva dal settore automotive italiano: ACI, ANFIA, ANIASA, Federauto, Motus-E e UNRAE hanno sottoscritto una lettera congiunta indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri di MIMIT, MASE, MEF, MIT, ai principali rappresentanti parlamentari e agli Enti locali. Il documento denuncia la crisi senza precedenti che affligge il comparto, proponendo sei priorità di intervento per invertire la rotta. La situazione Il settore versa in condizioni drammatiche: il mercato automobilistico è stagnante, con volumi ben al di sotto dei livelli pre-pandemia; la produzione nazionale è crollata ai minimi storici; il parco auto circolante invecchia rapidamente, con gravi ripercussioni su ambiente e sicurezza stradale; la transizione energetica è in stallo, con una penetrazione di veicoli elettrici quattro volte inferiore alla media europea. La richiesta Per affrontare questa emergenza, le Associazioni hanno individuato sei linee d’azione prioritarie: 1. Misure incentivanti stabili, semplici e strutturali per stimolare la domanda; 2. Un piano nazionale per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e di altre alimentazioni alternative; 3. Una riforma della fiscalità sulle auto aziendali, allineata alle migliori pratiche europee; 4. Sostegno concreto alla filiera industriale e artigianale italiana; 5. Supporto chiaro e trasparente alla clientela per accompagnarla nella transizione ecologica; 6. Una valorizzazione culturale dell’automobile e del trasporto su gomma come volano economico e sociale. Momento storico Il Presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, ha commentato: “Oggi abbiamo dimostrato cosa significa fare sistema in una fase di sofferenza cronica per il settore. L’auspicio è che questo sia l’inizio di un dialogo costruttivo e costante con le Istituzioni, per rimettere l’automotive al centro della discussione in Italia. Servono misure chiare e continuative per salvaguardare e rilanciare il comparto”. Associazioni in campo Le Associazioni si dichiarano pronte a un confronto diretto e strutturato con le Istituzioni a tutti i livelli, per approfondire le esigenze del settore e proporre soluzioni concrete e sostenibili. Con spirito unitario, il comparto automotive lancia un appello urgente al Governo: agire con visione e tempestività per ridare centralità a un settore strategico, motore di innovazione, progresso e benessere collettivo per il Paese. L’appello è chiaro: senza interventi rapidi e coordinati, l’Italia rischia di perdere competitività in un settore cruciale per l’economia nazionale. La palla passa ora alle Istituzioni, chiamate a rispondere con determinazione a questa chiamata all’azione.