Nicolò Carnimeo, professore di Diritto della Navigazione all’Università degli Studi di Bari. Il ministro Crosetto ha inviato la fregata Alpino della Marina Militare a fornire “assistenza e soccorso” alla Global Sumud Flotilla, che naviga verso Gaza e in questo momento si trova in acque internazionali. Nel caso in cui una delle barche fosse attaccata da un drone cosa potrebbe fare la nave italiana?

Può intervenire per tutelare la vita e la salvaguardia di unità nazionali in pericolo, ovviamente in acque internazionali. Le unità che battono bandiera italiana sono da considerare a tutti gli effetti territorio italiano. Una protesta pacifica in acque internazionali è legittima e non si può usare alcun sistema per impedirla. Bene ha fatto il governo a inviare le unità navali.

Se a essere attaccata dai droni fosse una barca che non batte bandiera italiana ma che ha a bordo nostri connazionali?

E’ ipotizzabile che l’unità attaccata emanerà un “mayday”, si metterà in contatto con la nave della Marina e dichiarerà di avere a bordo cittadini italiani. Noi non sappiamo se i droni che hanno attaccato le barche nei giorni scorsi siano israeliani o meno. In ogni caso, preso atto della volontà della Flotilla di entrare in acque territoriali israeliane, l’Italia ha avvisato le autorità di Tel Aviv dell’invio delle fregate.