“Quando mi dicono che il vino non interessa ai giovani, rispondo che lo scorso anno in pochi giorni abbiamo avuto 15mila presenze nelle attività consumer della Milano Wine Week, in particolare in quelle dell’Enoteca, e la fascia d’età più rappresentata è stata quella 20-30 anni”, esordisce così Federico Gordini, presidente e fondatore della Milano Wine Week, sottolineando che “quando si offre ai ragazzi la possibilità di assaggiare e divertirsi con il vino, le cose funzionano”. L’evento torna nella città della moda dal 4 al 12 ottobre, quest’anno in una veste rinnovata che propone in città (e non solo) un palinsesto di oltre 200 eventi dedicati al vino: degustazioni, masterclass, talk, musica, arte e contaminazioni con altri mondi, dalla moda all’architettura.

Questa edizione, come spiega in entrambe le direzioni delle sue due anime: da un lato cresce il business, dedicato agli operatori della ristorazione e ai professionisti del vino, dall’altro ci si apre verso un pubblico sempre più ampio e curioso”.

Federico Gordini con Emanuele Rabotti, presidente del Consorzio Franciacorta

Il vino al centro della scena

La novità principale riguarda il quartier generale, che si sposta da Palazzo Bovara al Milan Marriott Hotel. Una scelta, nota Gordini, che ha consentito alla manifestazione di triplicare gi spazi e quindi i progetti principali, dagli Awards e alla Wine List Italia, evento quest’ultimo a cui prendono parte cento sommelier, con una selezione che va dalle grandi etichette internazionali alle piccole realtà frutto di attenta ricerca sui territori. Un’attenzione particolare quella dedicata al tema della sala e dell’ospitalità, con sommelier in arrivo da tutto il mondo per confrontarsi sul futuro del settore. “Il Grand Tasting della domenica pomeriggio, il 5 ottobre, al Marriott è ormai uno degli appuntamenti più importanti d’Italia: i maggiori sommelier d’Italia, da Pinchiorri a Da Vittorio, fino a Cracco, raccontano i territori e le loro interpretazioni attraverso le loro selezioni di bottiglie. E sarà affrontato anche il tema della crisi del personale che non riguarda certo solo l’Italia”.