Si vota domenica 28 e lunedì 29 settembre nelle Marche per eleggere il presidente della Regione e il Consiglio regionale. Il voto, insieme a quello in Valle d’Aosta, è il primo banco di prova per misurare il termometro politico autunnale, anche a livello nazionale. Sei i candidati in lizza ma la vera sfida è tra il presidente uscente Francesco Acquaroli, esponente di Fratelli d’Italia e fedelissimo della premier Giorgia Meloni, e lo sfidante Matteo Ricci, europarlamentare dem ed ex sindaco di Pesaro che ha raccolto intorno a sé il campo largo del centrosinistra comprendente il Movimento 5 stelle. Oltre un milione e 325mila elettori saranno chiamati al voto, ma sull’affluenza restano molti dubbi: nella precedente tornata di Regionali arrivò a quota 59,75%. I due estremi furono registrati nelle città dei due principali candidati. A Pesaro, dove risiede Ricci, il picco massimo, 62,27%. A Macerata, dove è nato e abita Acquaroli, il dato più basso: 56,60%. Gli altri candidati alla presidenza di Regione sono Claudio Bolletta (Democrazia Sovrana Popolare), Francesco Gerardi (Forza del Popolo), Lidia Mangani (Partito Comunista Italiano), Beatrice Marinelli (Evoluzione della Rivoluzione).
Acquaroli nel 2020 strappò la Regione al centrosinistra dopo un quarto di secolo. Il candidato di centrodestra cinque anni fa ottenne il 49,1% dei voti, superando di oltre 87mila preferenze il candidato dem, Maurizio Mangialardi. Oggi può contare sugli anni da governatore e sul traino dell’esecutivo nazionale. La sua campagna si è basata sulla rivendicazione di aver “risanato” la Regione, soprattutto in campo sanitario e infrastrutturale, grazie al coordinamento con Roma.












