Sfila oggi il terzo corteo pro Pal lungo le vie di Torino nord fino a Caselle. Alle 14 ritrovo in piazza Crispi, poi la galassia per la Palestina sfilerà lungo la statale attraversando Borgaro per raggiungere l’aeroporto. L’obiettivo dichiarato è invadere e bloccare lo scalo, e soprattutto raggiungere una delle tre sedi piemontesi della Leonardo Spa: «Bloccarla significa fermare l’invio di armi e interrompere il massacro a Gaza», dicono gli organizzatori del corteo.

Alto rischio scontri I timori di scontri, questa volta, sono superiori rispetto ai cortei che hanno paralizzato Porta Nuova e mezza città a inizio settimana, poi imbrattato i muri di Porta Susa. Si teme che antagonisti, centro sociali e anarchici possano «prendersi» la testa della mobilitazione e scatenare un inferno simile a quello visto alla stazione di Milano, mentre a Torino si manifestava pacificamente. All’interno della Leonardo «si sviluppano droni, sistemi di sorveglianza e strumenti di cybersicurezza. Strumenti di guerra venduti e forniti a Israele». Per questo si parla ormai di uno «stato di agitazione permanente». «Bloccarla significa fermare l’invio di armi e interrompere il massacro a Gaza. Più saremo e più difficile sarà fermarci», è la linea condivisa. La polizia sarà schierata, non solo in piazza Crispi e lungo il percorso, ma soprattutto all’arrivo del corteo. A Caselle il corteo passerà in centro: tutte le manifestazioni previste per la patronale sono state annullate e i negozi saranno chiusi.