Un’altra giornata di protesta a Torino. Dopo i blocchi ai treni e le manifestazioni nei giorni scorsi, oggi i gruppi pro Palestina scendono di nuovo in strada con un obiettivo preciso: raggiungere l’aeroporto di Caselle e la sede locale di Leonardo. Ma le forze dell’ordine circondano lo scalo e sbarrano la strada ai manifestanti. Dopo una lunga trattativa sulla strada, si arriva allo scontro perché la polizia non lascia passare il corteo. Lanci di bottiglie, bombe carta e pietre. La polizia risponde con lacrimogeni e idranti.
Gli scontri sulla strada per l’aeroporto di Torino, un gruppo vicino alla pista
Quando i manifestanti pro Palestina in corteo verso l'aeroporto torinese a Caselle si sono trovati la strada sbarrata dallo schieramento della polizia appena prima di uscire dalla città, hanno cercato di andare avanti. "Siete pregati di farci passare, lo chiediamo alla vostra umanità", hanno detto. È partita una lunga trattativa, poi il lancio di oggetti, bottiglie di vetro, sassi, qualche torcia, fumogeni e grossi petardi verso gli agenti. La polizia ha risposto continuando a sbarrare loro la strada, utilizzando un idrante e dei lacrimogeni.
A quel punto il corteo ha annunciato che sarebbe tornato indietro. Altri gruppi hanno provato a raggiungere l’aeroporto da altre vie. A metà pomeriggio una cinquantina di manifestanti ha raggiunto l’area vicina alle reti metalliche a bordo pista, nei pressi del cimitero di Caselle. I manifestanti stavano andando verso uno stabilimento Leonardo, che ha l'ingresso poco più avanti, verso la frazione Malanghero di San Maurizio Canavese, ma visto che l'ingresso della fabbrica è presidiato dalle forze dell'ordine, si sono fermati a bordo pista.












