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Nel 2022 il governo di Mario Draghi stanziò 200 milioni di euro di fondi europei del PNRR per smantellare i cosiddetti “ghetti”, cioè insediamenti informali dove vivono migliaia di lavoratori migranti impiegati nella raccolta stagionale di frutta e ortaggi. Più della metà del finanziamento, 114 milioni di euro, doveva servire a chiudere le baraccopoli di Borgo Mezzanone, di Cerignola e di Torretta Antonacci, in Puglia. In totale, furono finanziati 37 progetti, la gran parte dei quali nel Sud Italia. A tre anni di distanza però non è stata tolta neppure una baracca e non è stato creato nessun nuovo posto letto. E la quasi totalità di quei 200 milioni di euro non verranno spesi.

Fonti del ministero del Lavoro hanno confermato al Post che verranno finanziati soltanto 11 progetti, quelli più piccoli e che possono essere conclusi entro il mese di giugno del 2026. Alla fine di luglio il prefetto Maurizio Falco, commissario straordinario nominato dal governo di Giorgia Meloni, ha sbloccato 24 milioni di euro per realizzarli. Non saranno toccati invece gli insediamenti pugliesi, di fatto delle piccole città dove 10mila migranti vivono in tende o baracche senza acqua, senza corrente elettrica e senza nessun servizio.