Blindare il traguardo finale del Pnrr, confermando la volontà di non disperdere la fiducia conquistata in Europa e completando entro i tempi il piano di investimenti più rilevante della storia repubblicana, senza ridurre la sua ambizione. E' questo l'obiettivo dell'ultima revisione del piano nazionale di ripresa e resilienza, che vale 14 miliardi e che attraverso la rimodulazione dei fondi punta ad evitare ritardi e perdite di risorse, assicurando che il piano resti alla sua dotazione originale di 194,4 miliardi di euro.

La premier Giorgia Meloni e il ministro responsabile del Pnrr, Tommaso Foti, hanno presentato la proposta ai ministri e sottosegretari responsabili durante la cabina di regia a Palazzo Chigi a cui hanno partecipato anche gli enti locali, i più interessati a conoscere il destino di molte opere già avviate ma a rischio di non essere completate nei tempi previsti. La proposta sarà poi presentata nel dettaglio da Foti in Parlamento la prossima settimana, e subito dopo sarà inviata a Bruxelles per l'approvazione.

Si tratta di un adeguamento che tocca circa il 7% dell'intera dotazione finanziaria del Piano. Obiettivo: rimodulare le risorse non più compatibili con i tempi stringenti fissati da Bruxelles, rafforzare gli interventi più efficaci, ricorrere a nuovi strumenti finanziari per incentivare investimenti strategici e convogliare parte dei fondi nel programma InvestEU.