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Candida Morvillo

Intervista alla professoressa che ha vinto, prima donna a riuscirci, il Geoffrey Harris Award come migliore neuroendocrinologa d'Europa: «Per Napoli ho rifiutato gli Usa. Ecco il mio nuovo libro per dimagrire in salute»

Quando la professoressa Annamaria Colao scoprì di essere la numero uno al mondo per le malattie dell’ipofisi, era già da anni in cima a quell’Ad Scientific Index che misura l’impatto delle pubblicazioni scientifiche a livello globale. Lei, però, non se n’era mai accorta. Quel giorno, era coi suoi ricercatori del Dipartimento di Endocrinologia del Policlinico Federico II di Napoli: «Mi dicevano: indovina chi è il primo! Io inizio a citare i colleghi americani uno dopo l’altro. Niente. Non era nessuno di loro. I miei insistevano: indovina. E io: ma chi può essere? Ma chi è?». Oggi, ricorda: «Non avrei mai detto che ero io, pensai a uno scherzo».

E ora che ha spostato il lavoro clinico e di ricerca soprattutto su metabolismo e obesità, resta da primato nell’Endocrinologia: è prima in Italia ed è nella top ten europea, oltre a essere tra primi duemila scienziati al mondo di qualunque categoria. È anche Cavaliere della Repubblica, vicepresidente del Consiglio superiore di Sanità, ha una Cattedra Unesco per l’educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile, è stata anche la prima donna a vincere il Geoffrey Harris Award come miglior neuroendocrinologa d’Europa. Tutto senza mai lasciare Napoli, sferruzzando la sera (e non, vedremo, come antistress) e firmando anche libri divulgativi di successo, come