di
Giuseppe Alberto Falci
Il presidente della commissione Cultura: «L’hanno addirittura accusata di essere bella»
Federico Mollicone, presidente di Fratelli d’Italia della commissione Cultura della Camera: la nomina di Beatrice Venezi come direttrice d’orchestra del Teatro La Fenice ha scatenato scioperi, abbonamenti cancellati e la protesta delle maestranze. Insomma, un grande caos. È stato un errore sceglierla?«Abbiamo visto i sindacati dei musicisti indire scioperi, proteste e raccogliere firme perché non si poteva e non si può immaginare che una donna non di sinistra possa andare a dirigere un’orchestra. Fanno sorridere le motivazioni delle accuse: una direttrice l’ha accusata di essere “bella”, come se fosse una colpa. Io aggiungerei che non è solo “bella”, ma anche brava. A lei faccio i miei complimenti e un in bocca al lupo, così come faccio i complimenti a Nicola Colabianchi — direttore d’orchestra e compositore di spessore, oltre che già direttore artistico al Teatro dell’Opera di Roma e Sovrintendente a Cagliari — per averla nominata e al ministro Alessandro Giuli e il sottosegretario Gianmarco Mazzi per averla pubblicamente sostenuta».
Sarà brava, come dice lei, ma l’obiezione di chi protesta è che non abbia il curriculum per rivestire quella carica perché non comparabile con i predecessori. È tutta colpa del cv, quindi, o sta pagando la vicinanza alla destra?«Paga il non appartenere al “circoletto”. Ha più di 160 concerti sinfonici e 50 spettacoli d’opera all’attivo, è stata tra i talenti di Forbes under 30, ha codiretto Sanremo... Beatrice Venezi è una professionista riconosciuta internazionalmente. La sinistra ulula solo perché non ha tessere di partito».












