In un clima internazionale carico di tensioni - con la guerra in Medio Oriente che continua ad allargare i propri confini e la Global Sumud Flotilla che sfida il blocco su Gaza - l’Europa si ritrova a fare i conti con droni e Mig russi che sorvolano aeroporti e infrastrutture strategiche, alimentando un crescente senso di insicurezza tra i cittadini. Non è solo il timore per ciò che accade oltre i confini nazionali: è la sensazione che anche dentro “casa nostra” le cose stiano sfuggendo di mano. Da una parte le guerre, le minacce, il linguaggio intriso di odio e paura, dall’altra, una quotidianità sempre più difficile da sostenere, stretta tra rincari, precarietà e promesse mancate. Il carovita resta la principale preoccupazione degli italiani (39,6%). Lo conferma l’ultimo rilevamento di Only Numbers, secondo cui il 53,6% degli intervistati dichiara che la propria condizione economica è rimasta invariata - se non peggiorata (37,4%) - negli ultimi due anni.
Non è solo una percezione, ma un dato costante rilevato dai monitoraggi bisettimanali sulle priorità degli italiani: da anni, ormai, il tema del costo della vita resta stabilmente in cima alla lista, seguito da quello della salute (37,8%). L’inflazione morde, i salari non crescono, le bollette aumentano e le famiglie arrancano. A preoccupare gli italiani è anche l’accesso ai servizi sanitari. Un tema particolarmente sentito tra gli over 50, ma che coinvolge trasversalmente l’intera popolazione. Un cittadino su tre (30%) indica proprio la salute tra le principali spese straordinarie dell’anno. Subito dopo, vengono indicate la casa (23,8%) e l’auto (23%): costi fissi sempre più difficili da sostenere. E, mentre le vacanze estive si allontanano lasciando dietro di sé molti conti in rosso, anche il rientro a scuola è vissuto con inquietudine: il 10,3% degli intervistati evidenzia come le spese scolastiche siano diventate insostenibili. Tra i giovani, addirittura uno su tre segnala questo problema (31,2%).






