Un lettore scrive:«Caro specchio, leggiamo la notizia della morte di Nicola Casucci, 18enne rider che ha perso la vita tornando a casa dopo il turno di lavoro. Credo che il modo migliore per evitare altre stragi e mettere fine a questo vero e proprio sfruttamento sia semplice: smettere di ordinare col telefonino e tornare a usare le gambe. Se abbiamo voglia di una pizza, un gelato o qualsiasi altra cosa, usciamo a andiamo prendercela da soli. Il nostro consumismo e la nostra pigrizia sono una forma di egoismo che alimenta una Supply Chain balorda, sono un bisogno irreale che ci viene indotto da società di profitto che per il loro "ultimo miglio" non esitano a sfruttare lavoratori poco qualificati e indifesi sindacalmente. Difendiamoli noi, usando la testa, il cuore e le gambe!».Silvano Joly Una lettrice scrive:«Ho smarrito la carta d'identità elettronica e tramite il sito prenotazionicie.interno.gov.it ho cercato la prima data disponibile presso qualsiasi anagrafe di Torino. Ho provato più volte con il risultato che non ci sono appuntamenti disponibili in nessuna anagrafe al momento.Quando mi sono recata presso l'anagrafe di via Campana senza appuntamento per avere un codice sono riuscita ed entrare con difficoltà perché mi hanno detto, a porta chiusa, che ci sarebbe stato molto da attendere, dopo pochissimo entro nell'ufficio semivuoto con due persone allo sportello e una che attende. Né coda fuori né ressa all'interno. In 5 minuti uscivo con ciò che mi serviva con via Campana sempre deserta. Viene spontaneo domandarsi in che modo vengano gestiti gli appuntamenti visto che oramai il problema dura da troppi anni.Gradirei qualcuno rispondesse con chiarezza».S.L.F. Una lettrice scrive:«Treno numero 3137 Ventimiglia/Torino Porta Nuova, il viaggio della speranza. Non so più dire in che razza di Paese siamo. Il treno è stato fermo novantasei minuti a Savona, con una infinita varietà di spiegazioni. La prima è stata la presenza di troppa gente a bordo del treno in piedi e quindi, a causa di questo, il treno non sarebbe partito per mancanza di sicurezza quindi allora mi chiedo ma chi ha erogato i biglietti non ha visto il numero di posti disponibili sul treno? La seconda è stata che c'era gente senza biglietto e finché il controllore non avesse eseguito i relativi controlli il treno non sarebbe ripartito. Peccato che nessuno abbia visto il controllore, il treno è ripartito dopo novantasei minuti e con le stesse persone di prima. La terza è il servizio call center Trenitalia chiamato dal treno stesso che invece parlava di guasto tecnico. Mi auguro almeno che Trenitalia abbia la decenza di rimborsare ai viaggiatori parte del biglietto per il ritardo».C.L. DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.