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Giovedì le azioni dell’azienda di moda Brunello Cucinelli, che porta il nome del suo fondatore ed è nota per la produzione di capi in cashmere, sono calate di oltre il 17 per cento. All’apertura delle borse un’azione di Cucinelli valeva 102,90 euro, a chiusura era scesa a 85,08. Il crollo è dovuto al fatto che in questi giorni sono circolate nuove accuse nei confronti dell’azienda, secondo le quali venderebbe i suoi prodotti in Russia nonostante le sanzioni imposte dall’Unione Europea. Le sanzioni europee proibiscono di vendere, trasferire o esportare, direttamente o indirettamente, beni di lusso che superano i 300 euro di valore a qualunque persona fisica, legale o entità presente in Russia e per uso in Russia.

Le accuse sono state sostenute da Pertento Partners e Morpheus Research, due società di analisti finanziari specializzati nella vendita allo scoperto, un’operazione speculativa in cui si scommette sul fatto che il valore di un’azione calerà. Morpheus Research, si legge sul suo sito, è stata fondata nel 2025.

Morpheus Research ha accusato Brunello Cucinelli di mentire in merito ai suoi affari in Russia. Nel report si legge che l’azienda continuerebbe a vendere abbigliamento in Russia sia direttamente sia attraverso partner commerciali. Secondo Morpheus Research, i dati dicono che le esportazioni di Cucinelli sono persino aumentate dopo l’imposizione delle sanzioni. In particolare, tra il 2021 e il 2023 le esportazioni verso una società russa controllata da Cucinelli sarebbero aumentate del 715 per cento in termini di volumi. «Sebbene parte di questo aumento possa essere dovuto a un volume maggiore di articoli a basso prezzo, un aumento così significativo risulta insolito nel contesto delle apparenti chiusure dei negozi Cucinelli in Russia», scrive Morpheus.