di
Monica Ricci Sargentini
Le imbarcazioni sono ancorate al largo di Creta, mancano quattro giorni di navigazione prima di arrivare nei pressi della Striscia. Il timore di nuovi attacchi o di essere intercettati dalla marina israeliana
Per la Global Sumud Flotilla è una giornata cruciale. Le barche da ieri sera si sono ancorate dietro l’isolotto di Koufonissi, sotto la punta ovest di Creta. Ma due natanti sono stati costretti a rinunciare al viaggio perché danneggiati dagli attacchi subiti. Tra questi c'è la Family, l'imbarcazione che guida la missione, il cui equipaggio comprende la ex sindaca di Barcellona Ada Colau, l'attivista brasiliano Thiago Avila e lo skipper barese Tony La Piccirella che si sono trasferiti su altre imbarcazioni. Prima della ripartenza, però, è il momento delle decisioni. In queste ore si svolgono assemblee online tra i membri dell'equipaggio, c'è chi manifesta dubbi, chi non se la sente di rischiare e chi invece deve tornare al lavoro. Nel frattempo, però, sono arrivate le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che pur riconoscendo «il valore dell’iniziativa» ha rivolto un appello alle persone a bordo della Flotilla, invitandole ad accettare la mediazione dal Patriarcato Latino di Gerusalemme e a non mettere a rischio la loro incolumità.













