TORINO. Il sospiro di sollievo di Baroni e dei suoi giocatori si è sentito anche tra i cori di contestazione contro Cairo. Il Toro torna a vincere, con il minimo scarto e qualche rischio gratuito, ma soprattutto trova ossigeno purissimo dopo giorni complicati. La situazione è ancora delicata e la trasferta di lunedì a Parma darà risposte più chiare sullo stato di salute di una squadra in cerca di identità e serenità, ma intanto i granata si tengono questo 1-0 sul Pisa che vale il passaggio agli ottavi di Coppa Italia (mancavano da tre anni) e la sfida a dicembre contro la Roma. Il gol di Casadei dopo 9 minuti è oro purissimo per un Toro che continua a faticare a segnare, nonostante le mille alchimie tattiche del suo allenatore, e non è riuscito a chiudere la partita con l’uomo in più dal 18’ della ripresa per l’espulsione sciocca di Cuadrado. Le riflessioni non mancheranno al Filadelfia, ma almeno il Toro prova a rialzarsi.

Non fosse per il fresco pungente della prima serata autunnale torinese, questa partita poteva tranquillamente essere un’amichevole pre-campionato. Squadre sperimentali, ritmi bassi e lo stadio mezzo vuoto depotenziano la sfida, anche se la posta in palio era altissima per i granata: più per questioni di riscatto e orgoglio che per altro, dopo la pessima figura contro l’Atalanta e un inizio horror in campionato. Tutti i riflettori erano puntati sul Toro di Baroni e il tecnico sceglie di giocarsela con una formazione mai vista, applicando un turnover totale (solo Coco e Ismajli vengono confermati tra i titolari) e soprattutto facendo debuttare Paleari oltre a Nkounkou, Dembelé e Njie. Un azzardo, considerando la fragile identità granata e i rischi di questa partita, ma il Pisa non era da meno con 10 cambi rispetto alla beffarda sconfitta di Napoli. Solo Canestrelli faceva gli straordinari, mentre Mesiter era l’unica punta nel 3-4-2-1 variabile oltre che imbottito di giovani con Mbambi (classe 2008) titolare con Lorran e Vural (2009).