di
Roberto Gressi
FdI attacca i parlamentari sulla Flottilla: «Irresponsabili». Schlein ribatte: «Voi e Crosetto sembrate di due partiti diversi»
Sta in Estonia, con i Mig di Putin a un battito d’ali da Tallinn, in piena notte parla con il capo di Stato maggiore della Difesa, chiama Giorgia Meloni che invece sta a New York, all’Onu, manda la fregata Fasan, abile a contrastare i droni per difendere la Global Sumud Flotilla, aggredita con gas urticanti, bombe sonore e ordigni che strappano le vele, preallerta la Fregata Alpino che «dispone di altre capacità, semmai servissero», arriva a Montecitorio alle 8,30 del mattino, difende in Aula il diritto a manifestare, si preoccupa di che cosa potrà succedere quando la Flotilla lascerà le acque internazionali, prende atto che la proposta di inviare gli aiuti trattando con Israele non regge, prova a proporre Cipro e la Chiesa, anche lì, cosa magari prevedibile, senza successo. Invita comunque a cercare una mediazione perché i rischi per le persone sono enormi.
Soprattutto, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, usa toni calmi, rispettosi delle opposizioni, pur difendendo le ragioni del governo. Non ce n’è uno, prima alla Camera e poi al Senato, che non gli riconosca la correttezza istituzionale con cui tratta la crisi, compresi Elly Schlein e i Cinque Stelle, fino a Michaela Biancofiore, di Coraggio Italia, che ringrazia il ministro per la sua Statura, «in ogni senso», chissà poi perché alludendo anche all’altezza fuori dal comune.












