ROMA. L’attacco alla Flotilla umanitaria diretta a Gaza è un «atto di pirateria e di terrorismo», urlano in coro Pd, M5s e Avs in Parlamento. Tutti sapevano che questo momento sarebbe arrivato, che le barche italiane sarebbero finite nel mirino man mano che si avvicinano alle acque territoriali israeliane. La notizia dell’aggressione notturna con droni e gas urticanti ha scatenato una reazione immediata, subito in avvio di seduta alla Camera, poco dopo le 9.30 del mattino: richiesta al governo di riferire in Aula e di intervenire a tutela degli attivisti e dei parlamentari che partecipano alla missione. Non è bastata la comunicazione di un anticipo della riunione dei capigruppo da parte del presidente Lorenzo Fontana, i deputati hanno occupato l’emiciclo, seduti a terra o appoggiati ai banchi del governo.
La seduta è stata sospesa e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, si è dovuto attivare rapidamente per individuare il ministro disponibile a riferire sull’accaduto. Toccherà oggi a Guido Crosetto, che è stato anche il primo a condannare in modo netto l’attacco alla Flotilla: «In democrazia le manifestazioni e le forme di protesta devono essere tutelate quando si svolgono nel rispetto delle norme del diritto internazionale e senza ricorso alla violenza», dice il ministro della Difesa. E fa sapere di aver «autorizzato l'intervento immediato della fregata multiruolo Fasan, che era in navigazione a nord di Creta e che sta già dirigendo verso l'area per eventuale attività di soccorso». Una mossa che era stata invocata nei giorni scorsi dai partiti di opposizione, proprio per tutelare gli italiani a bordo delle barche.












