Roma, 30 apr. (askanews) – Opposizioni all’attacco dopo l’arrembaggio di 21 navi della Flotilla da parte dell’Idf, in acque internazionali a centinaia di chilometri dalle coste di Gaza ma a poche miglia dalla Grecia. Prima alla Camera e poi in Senato, i gruppi di minoranza hanno chiesto (per ora senza avere alcuna risposta) una informativa urgente della premier Giorgia Meloni e dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto. Davanti a Montecitorio si è svolta una conferenza stampa della Global Sumud Flotilla, tra bandiere palestinesi, con esponenti di Pd, M5S e Avs. Convocata per stasera alle 18 una manifestazione al Colosseo della Sumud.
Attorno alle 13, è arrivata una nota di “condanna” del “sequestro” da parte di Palazzo Chigi dove si chiedeva al governo israeliano di “liberare immediatamente gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”.
Per le opposizioni una posizione che è stata definita “ipocrita”. Pd-M5S-Avs si sono scagliati contro l’atto di “terrorismo” compiuto da Israele e contro il governo italiano che, “complice”, non mette in campo “atti concreti”. All’Italia viene rimproverato di non garantire “fino in fondo” l’embargo sulle armi, di aver ostacolato la sospensione dell’accordo di cooperazione Ue-Israele, oltre alla “amicizia speciale” della Meloni con Netanyahu. Sotto accusa anche l’Ue: “Von der Leyen indecente, si volta dall’altra parte”, la Kallas è un “fantasma”, la portavoce della commissione “si è limitata a dire che era imprudente partire anziché dire ‘caro Netanyahu apri il canale umanitario'”. E’ stata polemica poi per la presenza questa mattina alla Camera, ad un evento sui campi di internamento, dell’ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled, il quale non ha risposto alle domande dei cronisti. “L’ambasciatore di uno Stato genocida non è benvenuto in Parlamento”, ha osservato il dem Arturo Scotto.










