Durante le settimane di CampBus, studenti e studentesse si trasformano in archivisti per trovare, sfogliando vecchi articoli di giornale, le tracce originali della vicenda di Franca Viola, la giovane siciliana che con il rifiuto del matrimonio riparatore ha cambiato il corso della storia

I ruoli si invertono: gli studenti diventano insegnanti e imparano a preparare una lezione per la classe. Succede durante le settimane di CampBus, il progetto itinerante del Corriere della Sera che porta nelle scuole italiane formazione digitale, giornalismo ed educazione ai sentimenti. Il tema della lezione? Franca Viola, che nella Sicilia degli anni Sessanta si rifiutò di sposare l’uomo che le aveva usato violenza, diventando la prima donna a opporsi al matrimonio riparatore.Per prepararsi, studenti e studentesse attingono all’Archivio Storico del Corriere, per risalire a quando la storia di Franca Viola era un fatto di cronaca. «Franca Viola per noi oggi è un’eroina, ma leggendo sul giornale i fatti, gli alunni scoprono che all’epoca non era considerata tale da tutti. Con il lavoro di archivio entrano in contatto con le credenze e il modo di vivere degli anni Sessanta, per andare alla radice di una mentalità che in parte esiste ancora oggi» spiega Chiara Capoccia, professoressa di Italiano, latino e greco che guida il laboratorio.