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5 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 7:27
L’accoltellamento della professoressa di francese da parte di uno studente poco più che tredicenne, avvenuto all’interno della scuola di Trescore Balneario, piccolo Comune della provincia di Bergamo, è solo l’ultimo di una serie di episodi analoghi, che suscitano interrogativi sempre più preoccupanti. Siamo in presenza dell’ennesimo fatto grave, che avrebbe potuto avere conseguenze estreme (il fendente si è fermato a mezzo millimetro dall’aorta dell’insegnante), e che, pur presentando tutte le connotazioni di un tentato omicidio, non è punibile a causa della giovanissima età dell’autore.
Destano incredulità i messaggi scritti da un gruppo costituito su Telegram, che esaltano il gesto criminale. Ma soprattutto risultano a dir poco inquietanti le dichiarazioni che sarebbero state fatte dal ragazzo dopo il ferimento dell’insegnante (“dispiaciuto per non averla uccisa“). Lo stesso avrebbe addirittura reso noto il pregresso intento di voler ammazzare i propri genitori. Ed è proprio il collegamento tra il contesto scolastico e quello familiare la chiave di lettura, per comprendere le dinamiche sottostanti l’ennesimo fatto di violenza fra i banchi di scuola.






