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25 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:56

Una scuola come un’altra, dove i ragazzini litigano e fanno pace, come capita a tutti gli adolescenti. La scuola media Leonardo da Vinci di Trescore Balneario (Bergamo), dove un alunno di terza media ha accoltellato la professoressa di francese, agli occhi della maggior parte dei genitori in apprensione è sempre stata un luogo sicuro: “È un caso isolato, non ci sono stati episodi di violenza prima” dice una madre convinta che il figlio non sappia cosa è successo.

Un luogo sicuro almeno così appariva. Perché, quando alle 13.40 la campanella suona e i ragazzini sciamano fuori dalle aule per prendere l’autobus o salire in macchina con i genitori, ai giornalisti raccontano che il tredicenne era “tranquillo, bravo”, ma che i coltelli girano tra di loro. “I professori non li cercano, ma se li cercassero li troverebbero”, dice uno di loro quasi in tono di sfida. Parole tutte da verificare, anche se la lama impugnata dal tredicenne – un coltello grande e seghettato in stile Rambo – era reale e ha provocato ferite potenzialmente fatali per Chiara Mocchi, 58 anni, ora in terapia intensiva al Papa Giovanni. Salvata dalla trasfusione fatta in elicottero per coprire i 22 chilometri che separano il paese dalla città.