Gli attacchi con i droni definiscono una situazione complessa per la Global Sumud Flotilla nell’immediato, ma soprattutto aprono diversi scenari che potrebbero prendere forma in seguito. Per ora, l’invio della fregata Fasan della Marina militare da parte del governo “in soccorso” degli attivisti a bordo (senza nominare Israele ma informando ufficialmente il governo di Tel Aviv, entrambi dettagli non da poco) vuol dire molto: il governo Meloni, insomma, per quanta poca simpatia possa avere verso i suoi concittadini a bordo e quanta invece ne abbia per Israele, ha l’obbligo di prestare assistenza agli attivisti italiani della missione, se la situazione con il governo di Netanyahu dovesse volgere al peggio.

No, non si tratta di un gesto di buona volontà da parte di Crosetto o di un’improvvisa svolta da parte dell’esecutivo: gli Stati hanno doveri sanciti dalla legge, incluso “escalare” la questione sul piano diplomatico qualora Israele decidesse di usare la forza. La frase alla stampa di Crosetto: “In democrazia anche le manifestazioni e le forme di protesta devono essere tutelate quando si svolgono nel rispetto delle norme del diritto internazionale e senza ricorso alla violenza” significa che il governo, alle strette, tra Parlamento occupato e proteste di piazza, è stato costretto ad assolvere ai suoi obblighi.