Mentre la Global Sumud Flotilla leva l’ancora da Marmaris per iniziare la fase finale e più critica del suo viaggio verso Gaza, nel continuo sforzo di stabilire un corridoio umanitario che rompa l’assedio illegale di Israele su Gaza, il team legale della missione ha diffuso una dichiarazione completa che definisce la natura legittima di questo viaggio e le conseguenze per chiunque tenti di ostacolarlo. La partenza segna una transizione dalla preparazione diplomatica al passaggio umanitario attivo, sostenuto da un quadro giuridico globale progettato per chiamare stati e individui a rispondere delle proprie azioni in tempo reale.

La missione parte sulla base del fermo principio giuridico secondo cui l’assedio in corso di Gaza non è un blocco marittimo legittimo, ma uno strumento di genocidio e una forma proibita di punizione collettiva. Poiché il blocco opera per negare beni indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile, esso non può generare poteri coercitivi legittimi nei confronti di imbarcazioni civili. Di conseguenza, la Flotilla rivendica il proprio diritto al passaggio umanitario e il diritto dei suoi partecipanti a non essere soggetti a rapimento, detenzione arbitraria o intercettazione violenta in acque internazionali. Questo viaggio è un esercizio del diritto internazionale di fronte all’inazione dei governi.