«Non esiste un piano B, se non tornare con una flotta ancora più grande». Sul Moll de la Fusta di Barcellona, pieno di gente e bandiere palestinesi per salutare la partenza delle prime barche della Global Sumud Flotilla, la flotta civile che punta a Gaza per portare aiuti e aprire un canale umanitario permanente, prima di imbarcarsi Greta Thunberg non mostra tentennamenti. «Abbiamo il privilegio di vivere in un pezzo di mondo libero e il dovere — sottolinea — di fare qualcosa contro il genocidio in corso e le complicità che lo permettono». Ne sono convinti tutti gli equipaggi partiti ieri da Genova e Barcellona verso la Striscia. Ma da Israele sono già arrivati gli avvertimenti.

Global Sumud Flotilla, l'emozionante partenza di Greta Thunberg e degli altri attivisti

«Saranno arrestati come terroristi, detenuti nelle carceri di massima sicurezza Ketziot e Damon e le imbarcazioni confiscate e messe a disposizione della Marina israeliana». La voce è quella del ministro Ben Gvir, espressione della destra messianica israeliana, ma tramite lui parla tutto il governo. La linea è stata decisa ieri nel corso di una riunione ristretta fra il premier Netanyahu, i ministri Israel Katz, Itamar Ben-Gvir e Gideon Sa’ar e i vertici degli apparati di sicurezza. E la scelta è caduta sulla linea dura.